Lex Market

23 Feb 18

advertising globelife

Da un esame approfondito sia tecnico che emotivo, emerge che la prima azienda che avrà il coraggio di investire massicciamente in pubblicità, guadagnerà importanti quote di mercato e..VINCERÀ il CAMPIONATO dell’HAIRSTYLING nei PROSSIMI ANNI.

Il mercato è alla ricerca di un leader che indichi i nuovi trend con decisione, forti contenuti chimici, etici e lungimiranza.

Meglio sarebbe, poi, che la massa pubblicitaria fosse orientata oltre che al parrucchiere anche alla donna per facilitare il completamento del circuito informativo e moltiplicarne gli effetti commerciali.

22 Feb 18

televisore informazione

Cresce internet, ma è considerato meno affidabile, mentre la tv in Italia resiste a internet per l'informazione. Il 68,8% delle persone, infatti, utilizza il piccolo schermo per questo scopo tutti i giorni.

Ovviamente la rete fa la sua parte ed è in crescita, usata dal 41,8% delle persone, quotidianamente per le news, sebbene l'affidabilità percepita delle fonti informative online rimanga mediamente inferiore rispetto a quella riscontrata per le fonti tradizionali.

Emerge anche una scarsa tendenza ad informarsi dei più giovani così come delle fasce con minor reddito ed istruzione.

16 Feb 18

l'oreal-nestle

Nestlé non rinnoverà il patto di sindacato che da oltre 40 anni la legava a L'Oréal. Il colosso alimentare svizzero detiene il 23% del gruppo francese, mentre gli eredi di Liliane Bettencourt, deceduta nel settembre scorso, controllano il 33%.

Il patto, che scadrà il mese prossimo, contiene una clausola che stabilisce un tetto per le rispettive parti. Nestlé considera la partecipazione in L'Oréal un investimento fatto allo scopo di mantenere aperte tutte le opzioni nell'interesse dei suoi azionisti. Il cda ha deciso di non rinnovare il patto e l'amministratore delegato del gruppo elvetico non ha voluto commentare queste dichiarazioni.

È difficile interpretare le intenzioni degli svizzeri, che per ora non intendono vendere ai Bettencourt la loro quota, pur lasciando la porta aperta a qualsiasi opzione. Il patto prevede la sua estinzione il 21 marzo prossimo.

02 Feb 18

la cosmetica arretra

Il 2017 si è chiuso con un generale miglioramento per il mercato italiano della cosmetica, anche se debole (+1,3%) ma in crescita rispetto al 2017 (+0,7%). La fotografia del settore monitorata da Cosmetica Italia (a livello preconsuntivo) mostra un dato significativo, ovvero che quasi tutti i canali hanno registrato andamenti positivi delle vendite. Tutti tranne uno, la profumeria. Infatti questi ultimi punti vendita hanno chiuso l’anno scorso con ricavi in frenata dello 0,5%, mentre recuperano le farmacie che nel 2016 avevano avuto una leggera regressione e invece archiviano il 2017 a +1,2 per cento. Mettono il turbo i canali professionali, con fatturati in crescita del 2,4% (i centri estetici) e dell’1,9% (gli acconciatori). Bene anche le erboristerie che salgono dello 0,9%, e la grande distribuzione che avanza dell’1 per cento. Quest’ultima percentuale è l’esito dell’avanzata dei drugstore (+5%) e dei monomarca (compresi in questo cluster), che compensano la caduta dei ricavi nelle grandi superfici (-4%). Le vendite dirette mettono a segno un turnover a +7,8%, ma anche in questo caso bisogna scindere tra vendite a domicilio ed e-commerce, con quest’ultimo in accelerata del 25%, anche se i valori rimangono ancora esigui (300 milioni di euro). In totale, il valore dei consumi nel 2017 si è attestato su 10 miliardi di euro.

Cosmetica Italia ha fornito anche le previsioni sui valori del primo semestre 2018, quando tutti i canali dovrebbero svoltare in positivo. La profumeria dovrebbe chiudere i sei mesi a +0,5%, la farmacia a +1,3%, l’erboristeria a +1%, la grande distribuzione e l’acconciatura a +1,5%, i centri estetici a +2,5%, le vendite dirette a +9 per cento.

Passando all’industria, il motore del comparto si conferma l’estero, che nel 2017 è avanzato del 9% a 4,7 miliardi di euro. Il giro di affari delle aziende cosmetiche ha raggiunto l’anno scorso 11 miliardi di euro, in crescita del 4,4 per cento. Le proiezioni sull’anno in corso vedono il comparto crescere del 5%, con esportazioni a +9,2%, mentre il fatturato realizzato in Italia dovrebbe continuare la sua progressione, e, dopo un 2017 a +1,3%, il 2018 dovrebbe chiudere a +1,9 per cento.

30 Jan 18

parrucchiere estetista

A Milano sarà possibile - per parrucchieri ed estetisti - condividere lo stesso spazio lavorativo pur compiendo attività diverse. Finora il regolamento comunale prevedeva che gli artigiani potessero lavorare insieme soltanto se svolgono la stessa attività.

L'affido di poltrona o cabina, così si chiama la nuova modalità di cooperazione, è un contratto diffuso negli Stati Uniti e nel Regno Unito che permette l'esercizio di attività, affini e non, da parte di professionisti diversi nello stesso luogo. I soggetti coinvolti nel contratto saranno il titolare del salone (l'affidante) e il professionista abilitato (l'affidatario). La sperimentazione è rivolta esclusivamente ad acconciatori ed estetisti, ma in futuro potrà essere estesa a casi simili di artigiani che, pur svolgendo attività diverse, potrebbero lavorare nello stesso locale.

I cittadini, dal loro canto, potranno trovare servizi affini (come l'estetista e l'acconciatore) in una medesima struttura, ottimizzando tempi e spostamenti. Le linee guida prevedono che, oltre alla stipula di un regolare contratto tra le parti, venga anche identificata la tipologia di attività che verrà esercitata sulla poltrona o sulla cabina in affido; la durata e facoltà di recesso anticipato e le cause di risoluzione; la superficie data in uso e l’identificazione delle postazioni date in uso che non potranno essere utilizzate dall’affidante. Fissati anche i limiti di utilizzo degli spazi: non più di una poltrona o cabina per le imprese che hanno fino a tre dipendenti; due poltrone per quelle da 4 a 9 dipendenti e massimo tre per quelle che superano i 10.

L’affido di poltrona o cabina è possibile unicamente per quelle categorie il cui titolare abbia presentato la Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) come acconciatore, estetista e affini. Tale tipologia contrattuale non è applicabile a chi non ha i requisiti per lo svolgimento dell’attività, a chi ha lavorato all’interno dello stesso salone negli ultimi cinque anni come dipendente e per i titolari che abbiano effettuato licenziamenti negli ultimi 24 mesi.




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